
Cosa si può dire di Anna che non esprima lei stessa con le proprie creazioni, che siano con una stampante 3D o con una matita o con un pennello, ma sempre con tanti tanti colori?
Ad esempio, che lei è Giovanni fondano un sodalizio umano e che ciò si traduce in famiglia, nell’accezione allo stesso tempo più tradizionale e più mourinhana del termine.
Poi, che lei, Blume e Deb sono state capaci di trascinarmi – insieme ad altri amici del gruppo – in un’ordalia sanremese come non vivevo dal ’86 o giù di lì. Solo che stavolta mi sono divertito molto di più, grazie allo spettegulèss sfrenato e alla scoperta di alcune voci e proposte davvero interessanti, prime fra tutte quelle delle Bambole di Pezza.
Insomma, Anna è come quei giocatori che attirano il gioco su di sé e poi lo distribuiscono, quasi senza che tu ti renda conto di come finisco di far girare tutta la squadra. Che giocatrice!