Il Trono di Spade

Serie TV di genere medievale/fantasy tratta dai romanzi del ciclo Cronache del Ghiaccio e del Fuoco di George R. R. Martin. Si può vedere qui un’immagine di lancio della quinta stagione.

Detto che nessuno mi toglierà mai dalla testa che i nomi riferiti a quelle due R, in mezzo al primo nome e al cognome, il buon Martin se li sia aggiunti apposta per richiamare l’assonanza con J. R. R. Tolkien (e, dal momento che ho appena googlato, ora so che il secondo nome che inizia per R se l’è davvero scelto lui, dunque forse ci ho visto giusto, eh eh), se conoscete almeno una delle due opere, ebbene, che ve lo dico a fare.
Se non le conoscete entrambe e l’argomento vi stuzzica, mi verrebbe da dirvi: orsù, addentratevi, che la notte è oscura e piena di terrori, e poi fuori fa freddo!

Per quello che so e che ho avuto modo di approfondire del medioevo, come ricostruzione storica di usi e costumi, intrighi e ammazzamenti, direi che la narrazione è piuttosto attendibile.

All’inizio c’è Sean Bean, che sembrerebbe interpretare una figura centrale, ma (come ti sbagli, finisce sempre così) muore quasi subito, proprio come ne Il Signore degli Anelli e senza nemmeno tutto quel pathos, i combattimenti, il suono del corno, ecc.
Mi piace immaginare che nei suoi contratti esista una clausola di indennizzo per morte prematura del personaggio.
Poi ci sono gli Estranei e varie altre bizzarre creature; qui l’attendibilità scricchiola un po’, ma se ne può godere piacevolmente.

Infine, ci sono i draghi. Checcefrega dell’attendibilità! Dracarys!


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