
Giamma è come uno di quei personaggi che, in certi distaster-movies che propongano situazioni oltre i limiti del concepibile, tipo un’invasione aliena di topi super-intelligenti su scala planetaria, il nucleo del nostro pianeta che si sente un po’ stanchino1 e rallenta la propria rotazione2, i periferici in finale di Champions League (no dai, a questa non crederebbero nemmeno le loro madri, non esageriamo), si presenta nella situation room nel bunker interforze terrestri in Antartide, arrivando da chissà dove – da Roma, e da dove sennò – e introdotto da chissà chi – magari da zio Dan, daje presidé prendici un DS – e, nell’ordine: si sieda a un capo del tavolo, tiri fuori dal proprio portadocumenti un blocco di fogli immacolati, un lapis temperato con grande cura e (un tablet? un cubo cosmico? no, molto meglio) un mini-computer quantistico interdimensionale, chieda a tutti di levarsi da li cojoni e lasciarlo lavorare e si metta, appunto, a lavorare.
Scena sucessiva: lui da solo nella stanza – con tutti gli alti papaveri che lo guardano da dietro un vetro antiproiettile – immerso in un ologramma 3D di mappe stellari o, a piacere, di sequenze genetiche chitauriane o di protolinguaggi kree e shi’ar.
Scena successiva: dopo aver richiamato tutti naa sala, è lì che sta illustrando con parole semplici a generali, ammiragli, segretari di stato e plenipotenziari assortiti, peraltro senza alcun bisogno di interpreti, il da farsi per poter risolvere la situazione in maniera pulita e brillante, minimizzando le inevitabili perdite.
Insomma, Thanos, col suo Guanto dell’Infinito, a Giamma je spiccia casa.
Esperto di qualunque cosa si muova, stia ferma, parli, scriva, suoni, canti o balli, Giamma si diletta da par suo anche di musica, e insieme all’amico don Andrés ne ha già combinata qualcuna davvero interessante.
Ascoltare per credere.
1 Come chi? Aiutino.
2 Come, ad esempio, qui.