
Dino Viola, toscano, ingegnere, romanista.
Fu il mio primo presidente e, nonostante tutto ciò che Franco Sensi ha voluto e saputo fare per la Roma, e tutto ciò che chi è venuto dopo ha voluto e saputo fare e farà (non poniamo limiti né all’immaginazione né alle capacità imprenditoriali texane, daje sempre Dan), resterà in eterno il mio Presidente per eccellenza. Il primo presidente non si scorda mai.
Colui che ha portato a Roma Carletto Ancelotti, Paulo Roberto Falcão, Zibì Boniek, Rudi Völler, e di certo me ne sto dimenticando qualcuno di pari importanza, per non parlare di uno storico scudetto vinto quarantuno anni dopo il precedente e fin lì unico, non è stato semplicemente un uomo: è stato la Roma. Sempre sia lodato.
Non è un caso che abbia scelto di ricordarlo con un’immagine che lo ritrae sul prato dell’Olimpico di fronte al proprio pubblico, in un momento in cui riceve o consegna un premio, non è che si capisca bene ma non ha importanza. Il dettaglio importante (e mi si perdoni se lo definisco dettaglio) è l’altra grande persona che si può notare alle sue spalle, maglia della Roma indosso e fascia da capitano al braccio: Ago, il mio primo Capitano. In loving memory di entrambi.
Un pensiero riguardo “Dino Viola”